Ricilaggio: per la DNA sono in aumento le operazioni sospette

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La Direzione nazionale antimafia conferma un quadro sempre più complesso

Ricilaggio: per la DNA sono in aumento le operazioni sospetteIndagini su operazioni finanziarie sospette sono in aumento in Italia e coinvolgono in particolare affiliati a organizzazioni criminali e terroristiche. Il dato emerge dal rapporto annuale della Direzione nazionale antimafia diretta da Pietro Grasso.
Il servizio ”operazioni sospette” punta il dito sulle banche ”segnalanti”, e si legge che ”nel 2004 risultano in numero di circa 300 gli istituti che hanno trasmesso oltre 20 segnalazioni ciascuno, a fronte di una media di 16 segnalazioni inoltrate da 250 istituti di credito nel periodo ricompreso dal 1998 alla prima metà del 2005”.
”In ogni caso – aggiungono – il livello di collaborazione fornito dal sistema, pur risultante in sensibile crescendo, appare necessitare ancora di cospicui incrementi”. I magistrati di via Giulia a Roma sostengono che: ”Per quanto riguarda la distribuzione delle segnalazioni per area geografica di provenienza, si conferma la prevalenza di quelle provenienti dall’area Nord Occidentale, che rappresentano, secondo i dati dell’Uic (Ufficio italiano cambi), il 40,1% del totale pervenuto nel 2004. Seguono poi, nell’ordine, quelle provenienti dall’Italia Centrale, Meridionale e Nord Orientale (sostanzialmente similari e pari rispettivamente al 19,1%, al 18,4% ed al 18,2%) ed infine dall’Italia insulare, pari al 4,3%”.
Per la Direzione nazionale antimafia ”il quadro complessivo si presenta, dunque, non omogeneo ed evidenzia differenti livelli di sensibilità e di ‘cultura’ in capo ai soggetti destinatari dell’obbligo di segnalazione”. A livello regionale, il maggior numero di operazioni segnalate proviene da: ”dipendenze di intermediari localizzate nella regione Lombardia: se ne rileva complessivamente il 28,6% del totale pervenuto nel 2004, a fronte del 35% pervenuto nell’anno precedente”. Seguono Lazio con il 12,6% (12,2% l’anno precedente), Piemonte con l’8,3% (6,9%), Emilia Romagna con l’8% (7,4%), Veneto con il 7,8% (5,7%), Campania con il 7,4% (9%). Per la Dna vi sono regioni come la Sardegna ”dalle quali ha continuato a pervenire un numero di segnalazioni oggettivamente assai modesto (0,3%): ciò, tanto più ove si consideri il quadro di criminalità organizzata che interessa tali aree geografiche”.

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