Le carceri esplodono. Ancora troppi detenuti in attesa di giudizio

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Nel Lazio eccessiva la sproporzione tra detenuti e strutture rieducative.

Le carceri esplodono. Ancora troppi detenuti in attesa di giudizioCarceri che esplodono e detenuti che soffrono gravi problemi depressivi che spingono fino al suicidio. Un detenuto su cinque, nel Lazio, è in attesa di giudizio e nelle carceri ogni sei giorni un detenuto si suicida. Il quadro davvero desolante è stato tracciato nel corso del convegno “Le nuove frontiere dell’ordinamento penitenziario” organizzato a Roma dal garante regionale per i diritti dei detenuti e dall’associazione Isionomia.

Nelle carceri laziali infatti, secondo il dipartimento per l’ amministrazione penitenziaria, ci sono 5892 detenuti, dei quali 1122 non hanno ancora avuto un processo e spesso non è chiaro di chi sono le competenze, se nostre o del dipartimento, e questo ci impedisce di tutelare la salute dei detenuti.

“Questa sproporzione tra il numero dei detenuti e le strutture rieducative, carenza di personale e violazione del diritto alla salute è colpa del sovraffollamento”. Secondo il garante regionale per i detenuti Angiolo Marroni i problemi delle carceri italiane “saranno aggravati dall’eventuale approvazione della legge ex Cirielli perchè ci sarebbe un ulteriore aumento dei reclusi con delle conseguenze catastrofiche”.

La stessa tesi è stata sostenuta dal vice presidente del Csm, Virginio Rognoni, presente al convegno, che si è detto preoccupato “delle conseguenze della legge sulle carceri”. A sostegno dell’attività del garante si è espresso Massimo Pineschi, presidente del consiglio Regionale del Lazio, che ha ricordato come “nelle carceri italiane ogni sei giorni un detenuto si suicida”. Più che evidente quindi l’esigenza sempre più stringente per le istituzioni di operare attivamente per sostenere le strutture mediche ed educative penitenziari.

In quest’ottica si è espresso anche il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo: “Credo sia arrivato il momento che l’amministrazione regionale della sanità si occupi in maniera più diretta della salute dei detenuti – ha aggiunto il governatore laziale – se tutti i cittadini hanno il diritto alla sanità, perché questo non deve valere anche per i reclusi?”.Nei prossimi giorni nel Lazio sarà attivata la Commissione Regionale alla salute dei detenuti” in modo da porre regole e responsabilità”. Ad oggi infatti risulta ancora troppo oscuro comprendere a quali attori spetti la competenza per agire in tale materia a sostegno della salute dei detenuti.

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