Base Usa di Vicenza, maggioranza pasticciona al Senato

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Sdi: “L’Unione commette un errore, bisogna chiarire una volta per tutte una linea di politica estera”

Base Usa di Vicenza, maggioranza pasticciona al SenatoAl Senato questa settimana è andata in scena una commedia dei paradossi: il governo è andato sotto su un ordine del giorno presentato dall’opposizione che ne approva il comportamento. In questa occasione la necessità di superare il braccio di ferro tra estrema sinistra e riformisti, ha prodotto come risultato la massima confusione. Ancora una volta non si comprende se ha governare siano i radicali di sinistra che ricattano Prodi oppure gli ulivisti che sognano il partito democratico. Secondo Roberto Villetti, capogruppo della Rosa nel Pugno alla Camera, “ciò dimostra che è sempre più necessario ed urgente un chiarimento nella maggioranza sulla politica estera che coinvolga i capigruppo del Senato e della Camera. L’opposizione presenta un ordine del giorno che approva la politica estera del governo e la maggioranza, pur di non farsi votare dall’opposizione, presenta una sua ordine del giorno ma va sotto per un pugno di voti. La pochade si è consumata al Senato dove a illustrare la posiz ione del governo c’era Ugo Intini, costretto a chiedere un voto contrario su quanto poco prima aveva detto il collega ministro Parisi. “La posizione dell’opposizione era chiaramente strumentale, contraddittoria, un puro artificio tattico”. Così il viceministro agli Esteri, Ugo Intini, ha commentato la decisione della Cdl di presentare un ordine del giorno in Senato con il quale si approvava la relazione del ministro della Difesa, Arturo Parisi, sulla base Usa di Vicenza. Quindi, per Intini non e’ stato commesso alcun errore da parte del governo, che ha espresso parere contrario, proprio per voce di Intini, su tutti i documenti del centrodestra. “No, non ci si poteva rimettere all’aula – spiega il viceministro – proprio perché l’odg era strumentale, e solo poco prima l’opposizione aveva duramente polemizzato con il ministro Parisi e le sue parole”. Inoltre “se il governo si fosse rimesso all’aula, il pericolo era che la maggioranza si spaccasse ancor di più di quanto e’ successo dop”. Se c’e’ stato un errore, quindi, osserva Intini, e’ stato della maggioranza, “che di fronte ad una opposizione strumentale avrebbe dovuto assumere una contromossa altrettanto strumentale e votare contro all’odg in modo compatto, sarebbe stato un voto che certo poteva apparire anche paradossale, ma avrebbe an”ato la strumentalità dell’opposizione”. Detto questo, Intini é d’accordo con Parisi, ”c’e’ una situazione di disagio politico che richiede un approfondiment”, ma su un punto c’é da fare chiarezza, “non è stata messa in discussione la politica estera del governo”. Nessun confronto ideologico sulla vicenda dell’allargamento della base di Vicenza ma un confronto sulle questioni pratiche su cui “possiamo discutere e molto. Ad esempio si potrebbe riflettere se sia, e a me sembra che non sia utile e accettabile la presenza di armi atomiche nella base di Vicenza”. Lo ha affermato il viceministro agli Esteri Ugo Intini nel suo intervento nell’aula del Senato. “Non c’è stato in questo dibattito un conflitto ideologico o di principio, non ci si è divisi sul sì e il no alla Nato, all’alleanza con gli Stati Uniti. Si è discusso di problemi pratici, di impatto ambientale. Dunque, nessuna questione ideologica, ma possiamo discutere, e discutere molto sulle regole che riguardano gli impieghi operativi della forze americane nella base di Vicenza sull’utilizzo in definitiva della stessa base. Su questo utilizzo il ministro Parisi ha detto chiaramente che sarà dovere del governo assicurare la massima vigilanza sul rispetto degli accordi bilaterali in carica di utilizzo della base per quel che riguarda gli impieghi operativi. Ad esempio si potrebbe riflettere se sia utile e accettabile la presenza di armi atomiche nella base, e a me sembra che non sia, così come si potrebbe discutere circa i diritti sindacali e altre cose ancora”.

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