Bankitalia: Preoccupa la tenuta dei conti, Pil nel 2006 poco sopra l’1%

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La congiuntura resta debole, la bassa produttiva è il vero nodo dell’Azienda ItaliaVincenzo M. Campo

Bankitalia: Preoccupa la tenuta dei conti, Pil nel 2006 poco sopra l’1%La crescita del Sistema Italia resta debole: il 2005 sarà archiviato con un pil “solo leggermente positivo”, mentre per il prossimo anno ci si attende, grazie alla ripresa delle esportazioni, un incremento “di poco superiore all’1%. Secondo l’ultimo outlook della Banca d’Italia, però è soprattutto la tenuta dei conti pubblici con un debito pubblico tornato a salire per la prima volta in 11 anni e un avanzo primario che si è quasi an”ato. Se si guardano le esperienze passate, “gli effetti delle manovre sono risultati spesso inferiori alle valutazioni ufficiali”.
Nell’ultimo Bollettino economico di Palazzo Koch si invita il governo a guardare con “un’attuazione rigorosa delle linee programmatiche contenute nella legge Finanziaria”, che comunque ha impresso all’economia un impulso moderatamente espansivo, anche se minore di quanto l’aumento del disavanzo farebbe prevedere, e potrebbe consentire di centrare l’obiettivo concordato con Bruxelles di un deficit-pil al 3,8%. Nel consu eto dossier semestrale Palazzo Koch non lesina suggerimenti: “Serve un’azione ad ampio spettro” per far in modo che l’Italia esca dalla “condizione di bassa crescita in cui versa da anni”. Azione che passa per la rimozione degli ostacoli strutturali alla crescita, prima fra tutti la bassa produttività, e per “un vaglio continuo dell’evoluzione delle entrate e delle spese”.

Nel 2005 “la crescita media del pil potrebbe risultare solo leggermente positiva”. Ci si aspetta per il quarto trimestre dell’anno un incremento inferiore allo 0,3% stimato dall’Istat per il periodo luglio-settembre, come sembrano dimostrare le “cattive notizie” provenienti dalla produzione industriale. Per il prossimo anno, Palazzo Koch prevede un pil in crescita poco più dell’1%, grazie alla ripresa delle esportazioni che dovrebbero tornare a salire seppur ad un ritmo decisamente inferiore a quello del Commercio Mondiale (+7,5% nel 2006). L’inflazione, invece, dovrebbe rimanere pressoché invariata, mentre i consumi dovrebbero aumentare. La ripresa prevista per il 2006 attenua, ma non risolve i problemi dell’ economia italiana, che sono strutturali e che non possono essere risolti con andamenti ciclici modesti. Un sostegno al ciclo economico dei prossimi trimestri potrà derivare dagli investimenti pubblici, mentre nel medio termine è necessario “rimuovere i fattori di natura strutturale che ostacolano la diffusione delle innovazioni tecnologiche ed organizzative nell’apparato produttivo”.

Bankitalia giudica “possibile” raggiungibile l’obiettivo di un deficit al 3,8% che è d’altronde il target concordato con Bruxelles per il 2006. Nel Bollettino Economico, Palazzo Koch osserva inoltre come nel 2005 il fabbisogno dovrebbe essere in linea con le valutazioni ufficiali (65,2 miliardi, 4,7% del pil), mentre il debito dovrebbe salire per la prima volta dal 1994, raggiungendo il 108,2%.

Ma il vero ostacolo dell’Azienda Italia è ancora la bassa produttività: “Nella metà degli anni ’90 l’Italia, così come l’Europa, non ha saputo reagire ai fenomeni dell’innovazione tecnologica e della globalizzazione”, ha spiegato la Banca d’Italia presentando il Bollettino. “L’Italia – ha aggiunto – non ha preso il treno della rivoluzione industriale dell’Ict, perchè per prendere questo treno non bastava comprarsi un computer ma bisognava riorganizzare l’impresa alla luce delle nuove tecnologie. E questa riorganizzazione e’ stata ostacolata dalla dimensione imprese e dalla specializzazione”.

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