Prove di centro sulle coppie di fatto contro i Pacs

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Casini verso l’alleanza con Rutelli, Mastella, i teodem

Prove di centro sulle coppie di fatto contro i Pacs“Siamo pronti a sostenere alla Camera la mozione dell’Udeur sulla famiglia, e poi cercheremo di trovare convergenze anche con Rutelli”. Lo afferma oggi il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, intervendo cosi’ sulla legge sulle coppie di fatto annunciata dal governo.
“Non li chiamano Pacs, ma sono dei simil-pacs. Tentano di camuffare la realtà con acrobazie nominalistiche, ma non cadremo nella trappola” dice Casini. “Ci batteremo in Parlamento contro questa intesa nel governo che punta a istituire una sorta di matrimonio di serie B. E cercheremo – prosegue Casini – di ricostruire la maggioranza che, nella passata legislatura, diede vita alla legge sulla fecondazione assistita”.
“Siamo pronti a votare alla Camera la mozione dell’Udeur sulla famiglia e spero che l’Udeur faccia altrettanto con la nostra mozione. Poi – aggiunge – cercheremo, quando il confronto sulla legge entrerà nel vivo, di trovare utili convergenze con Mastella, Rutelli e con i teo-dem”. E per Casini la domanda se non sia un eccesso riaprire lo scontro fra laici e cattolici sul tema delle convivenze “andrebbe rivolta a chi nella sinistra ha voluto imporre i Pacs come una priorità dell’azione di governo” “La stragrande maggioranza degli italiani – sottolinea Casini – non ne sentiva il minimo bisogno. Piuttosto c’è necessità di un vero piano per la famiglia, di un programma di sostegno a 360 gradi, altrimenti rischiamo che gli asili saranno presto popolati solo di figli di immigrati”. Casini quindi rileva che “i diritti individuali che la sinistra sbandiera sono già garantiti dalla nostra legislazione. Il simil-pacs che Prodi ci sta per proporre non aggiungerà “a alla tutela delle persone, mentre invece infliggerà uno sfregio al matrimonio, così come disegnato dalla nostra Costituzione”. Queste dichiarazioni arrivano come frecce a Palazzo Chigi, il giorno dopo la discesa in campo di Prodi sul disegno di legge che dovrà regolare le coppie di fatto Il governo avanzerà una proposta che, passerà all’esame del Parlamento». Rosy Bindi invece preferisce usare toni più concilianti, del ministro di Grazia e Giustizia dice che «è sicuramente uno dei principali interlocutori del nostro lavoro proprio perchè vogliamo raggiungere l’unità del governo» e promette: «Non faremo una legge che prevede un matrimonio di serie B o una sorta di famiglia parallela».
Ma Mastella e la sua Udeur si dissociano minacciando la rottura della coalizione perché sulle coppie di fatto si deve lasciare «libertà di coscienza ai singoli parlamentari», evitando così «imbarazzi e problemi al governo», ribadisce ancora una volta il ministro della Giustizia. Insiste anche il suo capogruppo alla Camera Mauro Fabris: «nel programma dell’Unione i Pacs non ci sono».
L’Udeur non si rassegna, ma la presa di posizione di Romano Prodi sembra aver fatto rientrare la protesta dell’Italia dei Valori che nell’ultima riunione di maggioranza aveva fatto capire di essere pronta ad unirsi a Mastella nel boicottare il futuro provvedimento. «Siamo certi che l’Unione troverà un’intesa – dichiarava ieri Nello Formisano, capogruppo in Senato – Con la dichiarazione rilasciata dal premier Prodi, che afferma che ci sono tutte le condizioni per raggiungere un accordo in tema di Unioni Civili, siamo fiduciosi in una definizione, in tempi rapidi, della vicenda». In posizione decisamente attendista la Margherita. Il diessino Franco Grillini invece ci tiene a ricordare che i «due punti fondamentali» per una «buona legge»: «l’esplicita menzione nella definizione di conviventi delle coppie dello stesso sesso» e «i diritti pubblicistici».
Intanto dall’opposizine Gianni Alemanno di An e Fabrizio Cicchitto di Fi hanno chiarito che nessun appoggio verrà dai loro partiti al ddl in preparazione. «Capisco l’imbarazzo del ministro Mastella – ha avvertito Alemanno – ma non si deve illudere sulla possibilità che dal centrodestra arrivino i voti a sostegno delle confuse proposte governative contro la famiglia.

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