Neorelativismo, per la libertà religiosa di tutti i cittadini

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Il relativismo salverà i cristiani senza minacciare la libertà delle confessioni religiose, il pluralismo dei credenti nelle scelte storico-temporali va tutelato da uno Stato moderno e da una democrazia matura, che chiede ai vescovi oggi di non temere per le loro issues costituzionalmente garantite.
Ancora oggi l’insistenza del Pontefice, e dei suoi vescovi, sulla legittima laicità lascia trasparire una certa preoccupazione per il futuro delle stesse istituzioni ecclesiali e l’ ingerenza comunicativa nella res pubblica registra in più occasioni la manifestazione di una qualche debolezza, culturale e politica della Cei. Perché la Chiesa ha paura, e vuole riportare il dialogo agli anni ’70, favorendo la contrapposizione, e la chiusura invece che il dialogo? Se lo sono chiesti in molti nell’ultimo periodo e in tanti ancora oggi non sono arrivati ad una risposta, se non quella di sopravvalutare le capacità dei vescovi di influenzare i cittadini-cattolici. Ma il campo della politica non è vincolato dai dogmi della fede.
“La Chiesa non chiede privilegi e riconosce la laicità dello Stato” ha dichiarato in più occasioni Papa Benedetto XVI, e non c’è alcun dubbio che quando si parla di “legittima laicità dello Stato, se ben intesa, non è in contrasto con il messaggio cristiano, ma piuttosto ad essa debitrice, come ben sanno gli studiosi della storia delle civiltà” . Ma oggi a detta della Santa Sede “agnosticismo” e “relativismo” minacciano la reale libertà religiosa come l’intolleranza e le forme più violente di opposizione. Il Papa nell’Angelus del 4 dicembre scorso ha teso a ricordare ai fedeli come “la libertà religiosa è ben lontana ovunque dall’esser effettivamente assicurata:in alcuni casi essa e negata per motivi religiosi ed ideologici;altre volte pur riconosciuta sulla carta, viene nei fatti ostacolata dal potere politico oppure, in maniera più subdola, dal predominio culturale dell’agnosticismo e del relativismo”. Forse ciò ancora una volta si presterà a nuove strumentalizzazioni, ma di certo siamo sicuri che il relativismo, così come ci insegnano i filosofi , non sia affatto un “dogma” e che molti credenti sapranno valutare con propri strumenti la voce della Chiesa.
Secondo una definizione del filosofo della scienza Giulio Girello: “il relativismo è quell’atteggiamento mentale un po’ sornione ed un po’ ironico di Voltaire che ha permesso all’Europa di uscire dai disastri delle grandi guerre religiose, per il quale ogni dottrina ha diritto di esistere”. In effetti il carattere laico della democrazia consente alla Chiesa l’esercizio costante di un imponente ruolo pubblico informale che nessuno intende negare, ma le continue denunce da parte della Cei al poco spazio dato alle opinioni dei cattolici ci sembra davvero sovradimensionate.

Insider News, rimane aperto a tutte le opinione religiose, cattoliche e ideologiche e mai censurerà opinioni dissenziente. Siamo nati per guardare nel profondo delle notizie, e oggi sappiamo bene come sia più che mai necessario salvaguardare l’autonomia della sfera politica e dello Stato, e delle diverse confessioni religiose. Ognuno ha un proprio ruolo, e una propria etica, ognuno a diritto di esprimere la propria opinione e a rilanciare temi per un dialogo costruttivo tra laici e cattolici. L’etica pubblica di uno Stato moderno però dovrebbe rispondere alla pluralità delle molteplici posizioni etiche e religiose di tutti i cittadini, andando oltre la determinazione pressante della Chiesa nell’etica pubblica.

E’ necessario pero uscire dall’ottica polemica del batti e ribatti quotidiano e chiedersi oggi se e come sono cambiate le coordinate entro cui si ridefinisce e si esprime la laicità di un paese in cui tutti si dichiarano laici, ma di fatto sono sempre i vescovi che pretendono di fissare i criteri della stessa laicità, lasciando poco spazio all’etica pubblica di uno Stato che si definisce laico.
Riteniamo che ogni dottrina, ogni stile di vita e ogni punto di vista ha diritto pienamente di esistere e debba esser difeso da chi lo professi, pertanto non comprendiamo perché il Santo Padre debba prendersela contro l’atteggiamento mentale relativistico, anche di molti credenti. Qualcuno c’è lo spieghi per favore.

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