Incertezza per il futuro

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Le famiglie italiane tornano a risparmiare un po’ di più, ma consumano sempre meno e cresce l’incertezza per il futuro. Questo in sintesi, il trend emerso dall’ultima ricerca condotta da Assoreti, l’associazione che raccoglie banche e società di investimento mobiliare, e Eurisko. Il rapporto indica che da gennaio a giugno la percentuale di reddito risparmiata mediamente dai nuclei familiari è salita dal 12% al 12,8%, mentre la quota di famiglie che hanno dichiarato di non riuscire a risparmiare “a si è abbassata, nello stesso periodo, dal 31 a 27%. Quasi una su quattro, il numero rimane alto ma decisamente meglio rispetto al 2002 quando la percentuale era del 42%. La quota di reddito risparmiato è passato dal 16,8 al 18,2% (contro il 16% dell’intero 2004) per i redditi medio-alti (superiori a 2.400 euro al mese).
Per i redditi medi (da 1.051 a 2.400 curo) la quota è passata dall’11 all’11,4% (in calo rispetto alla media dell’anno scorso). Per i redditi medio-bassi, fino a 1.050 euro mensili, lo scatto è stato dello 0,8%, passando dal 9,3 al 10,1%. Luci ed ombre pesano comunque sul futuro degli italiani anche se sembra aprirsi qualche timido spiraglio di ripresa. Secondo una recente rilevazione del Centro Studi di Confcommercio dopo un 2005 deludente il Pil 2006 dovrebbe salire del-1’1,3% e nell’anno successivo dell’1,1%.
Anche l’export, grazie all’indebolimento dell’euro, dovrebbe crescere del 2,9% nel prossimo anno e del 2,4% nel 2007. Ma sul fronte interno resteranno deboli i consumi delle famiglie che aumenteranno soltanto dello 0,8% e dello 0,7% nei prossimi due anni. Peseranno, infatti, il caro petrolio, l’evoluzione del costo dei servizi di pubblica utilità, soprattutto quelli locali unito a uno scarso aumento dei redditi. In compenso dovrebbe l’inflazione dovrebbe attestarsi a quota 2,2% nel 2006 e un più 2,0% nel 2007. Continuano ascendere i prezzi relativi ai beni e ai servizi, mentre sono in progressivo aumento quelli dell’energia per i quali si è passati da variazioni tendenziali a gennaio del 5,0% ad un incremento dell’11,6% a settembre.

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