Fondazione italiani europei non ha vocazione partitica

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D’Alema, No all’ Unione non vuol dire isolamento

Fondazione italiani europei non ha vocazione partitica “Siamo tutti d’accordo sul superamento delle alleanze intese come ammucchiate di tutti contro, ma si tratta di costruire un sistema di alleanze su base programmatica”.
Massimo D’Alema dice di condividere, a margine del Seminario religione e democrazia, promosso dalla sua fondazione Italianieuropei, svoltosi durante lo scorso fine settimana la valutazione del segretario del Pd Walter Veltroni sul fatto che non si può tornare all’Unione.”Dopo l’esperienza del governo Prodi – sostiene l’ex ministro degli Esteri – abbiamo verificato che quel tipo di alleanze non funziona e abbiamo scelto di andare liberi.
Libertà non vuol dire isolamento”. D’Alema evidenzia che “la questione è complessa e andrà approfondita perché un conto sono le alleanze a livello locale e un altro quelle a livello nazionale”. “Noi siamo collegati – ha puntualizzato riferendosi al ruolo della Fondazioni Italiani Europei – al processo di costruzione del Pd, ma vogliamo dialogare in modo aperto con spazi che vanno al di là di questa realtà. Guai se queste iniziative avessero vocazione partitica, il loro ruolo è mettere in circolazione idee e in comunicazione politica e cultura”.
D’Alema ha coordinato la seconda giornata di studi del seminario che ha visto le relazioni di Remo Bodei su ‘Identita’ e integrazioné, di Salvatore Natoli su ‘Occidente, relativismo e fondamentalismo religioso’ e di monsignor Piero Coda sulla ‘Chiesa e la societa’ post secolaré. “Un dibattito attuale – ha spiegato poi ai giornalisti Massimo D’Alema – se lo si vede dal punto di vista filosofico e religioso contemporaneo. Non attuale se lo si vede dal punto di vista della prima riunione del governo Berlusconi”.
D’Alema nella tre giorni ha spiegato “il perché una fondazione di cultura politica promuova dibattiti su temi filosofici elevati”: “non intendo dar vita a un monastero benedettino ma quando, grazie alla fondazione, ci riuniamo per riflessioni culturali, facciamo solo quello”. Al termine di tre giorni a parlare di ‘Religione e democrazia’ alla presenza di studiosi e filosofi, Massimo D’Alema ha scherzato così sul ruolo che la fondazione Italianieuropei facendo capire chiaramente a tutti gli opinion makers intervenuti la chiara intenzione di continuare a svolgere come fa da 10 anni. “Sono iniziative – spiega l’ex ministro degli Esteri – che vogliamo rilanciare e rafforzare, anche dotando di nuovi strumenti, rimettendo in campo m la comunicazione politica e cultura. Poi, quando finiscono queste iniziative, possiamo dismettere i panni e tornare alle baruffe. Se questi diventano luoghi per un dibattito di sezione, non serve a niente. Se invece si fa una riflessione culturale seria, è utile anche alle sezioni e ai circoli se la politica vuole essere seria”.

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