Elezioni Usa: l’ambientalismo e la sfida del caro-energia

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Consumption VS ConservationJoshua Lawrence

Nonostante il primato di principale consumatore di energia e di risorse – sia in termini pro-capite che assolute – gli Stati Uniti hanno recentemente dato vita ad alcuni dei primi e più diffusi movimenti ambientalisti. Questa apparente contraddizione è arrivata in primo piano nelle elezioni presidenziali americane grazie a due avvenimenti di questa settimana: la tensione tra preservare l’ambiente e il costo dell’energia. Da un lato, il premio nobel e ex vicepresidente Al Gore ha annunciato il suo sostegno ufficiale per il candidato democratico ha affermato martedì che Obama è “un candidato che, rispondendo a coloro che dubitano sulle nostre capacità di risolvere la crisi climatica e creare un futuro luminoso, ha ispirato milioni di persone a dire “Si, si può fare”. Dall’altro lato, il candidato repubblicano John McCain ha annunciato lunedì (con il ventilato sostegno del Presidente) che un punto chiave nel suo programma energetico è il ritiro del blocco sullo sfruttamento di riserve d i gas e petrolio dai bacini lungo le coste.
Il Congresso ha imposto un moratoria in tutte le acque costieri (tranne il Golfo di Messico e alcuni parti dell’Alaska) già nel 1981, e il primo Presidente Bush ha imposto un altro blocco con un decreto esecutivo nel 1990 a seguito esteso da tutti i suoi successori (scadrà nel 2012).
McCain ritiene necessario l’apertura a nuove esplorazione e sfruttamento lungo le coste sia per favorire la riduzione del prezzo del petrolio, sia per le risorse che arriveranno allo stato dalle nuove licenze concesse. Obama, invece, vuole mantenere la moratoria, e afferma che comunque, anche se si facesse non potrebbe avere un impatto sul prezzo del petrolio in meno di 5 anni.
Comunque, al di là delle implicazioni reali dei due annunci sull’economia americana, è opportuno chiedersi che tipo di impatto avranno le questioni ambientali e economiche nelle elezioni del 3 novembre è opportuno chiedersi che influenza avranno le questioni ambientali sul comportamento dell’elettorato e se tali questioni entreranno in conflitto con il desiderio di prezzi più basse alla pompa. In altre parole, che cosa è più importante all’elettore americano: i SUV o la sicurezza ambientale delle coste per la flora e la fauna che ci abita, foche incluse.
Una cosa è sicuro: il carobenzina sta già modificando pesantemente il comportamento degli americani – che snobbano sempre di più le vetture ad alto consumo, mettendo in crisi le case automobilistici stelle e strisce. In altre parole, l’alto prezzo del carburante sta già cambiando il rapporto degli americani con la macchina. L’ironia è che insostenibilità dei costi potrebbe modificare in modo duratura il comportamento del consumatori americani con un impatto positivo sull’ambiente che difficilmente sarebbero stati possibili attraverso la regolamentazione governativa.