Conoscersi al termosifone nel mondo dell’apparenza

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Lo scaffaleRedazione InsiderNews

Conoscersi al termosifone nel mondo dell'apparenzaPaola Mastrocola, Una barca nel bosco, Superpoket, Guanda, 2006, € 5,00.
Una barca nel bosco è la storia di un ragazzino, Gaspare, che, insieme alla mamma, lascia la sua isola x nel sud per andare a Torino a frequentare il liceo. Gaspare si scontra con la realtà della società dell’apparenza. Non è figlio di professionisti, non veste alla moda, non ha la Play Station, né tanto meno un computer. Non è come la maggioranza dei ragazzi oggi e non ha le cose che posseggono i suoi nuovi compagni. Il Liceo, fantastico immaginato nei sogni ad occhi aperti davanti al mare e nella testa, si scontra con il Liceo, reale del mondo vero, brutto sogno, fatto di piccoli mondi separati di studenti e insegnanti e d’ipocrisia. Tanta. Ipocrita l’Ora d’ascolto che non ascolta, e gli insegnanti, stanchi e non vedenti.
Gaspare per farsi vedere ed essere accettato dagli altri deve sembrare come loro, essere meno se stesso. Impara a parlare il linguaggio del gruppo e a non prendere più 10 in latino, a far copiare le versioni e a vestirsi alla moda. Dopo la scuola, l’Università, l’indifferenza, gli appostamenti all’ascensore per riuscire a parlare col professore, la laurea in Giurisprudenza, inutile.
Il mondo dell’apparenza convive con il suo piccolo mondo che lavora e oramai vive solo per lui: la madre, in gastronomia, il padre sull’isola, con la barca, la dolce zia che sta ferma e aspetta non so che cosa (p. 19) nell’ombra. Del Liceo resta un solo amico che scompare e riappare: l’avulso Furio conosciuto al termosifone, a ricreazione, quando tutti parlano, corrono, fumano e chi non parla, corre e fuma, non sa che fare. Un pioppo, comprato per nascondere qualcosa, gli svelerà una passione tutta sua, che lo accompagnerà nel ritorno a se stesso e ad una vita, semplice, sempre un po’ triste, ma reale, possibile.
Il protagonista parla in prima persona e a volte è difficile immaginare dietro i suoi pensieri e la penna, la scrittrice: un’insegnante, di un’altra generazione. La storia del protagonista è l’unica, si accosta alle vicende degli altri, ma non s’intreccia e la scrittrice non mostra o confronta i pensieri degli altri che pare non pensino mai. Nessun piccolo mondo interiore oltre il mondo dei figli di papà? Nessuno, eccetto l’avulso Furio, sorride o interagisce con il coetaneo immigrato? Proprio oggi che tutti andiamo dappertutto, la storia di Gaspare in sé sembra un cliché con delle belle idee. L’atmosfera è triste e fa da sottofondo ad una leggerezza allegra di libro della buona notte.
Lilli Esposito

Paola Mastrocola, (Torino, 1956) insegna lettere in un liceo scientifico. È autrice, dei fortunati romanzi La gallina volante (Premio Calvino per l’inedito 1999, Premio selezione Campiello 2000, Premio Rapallo-Carige per la Donna Scrittrice 2001), Palline di pane (finalista al Premio Strega 2001), Una barca nel bosco (Premio Campiello 2004), Premio Alassio Centolibri – un autore per l’Europa 2004), Che animale sei? (2005) e del saggio La scuola raccontata al mio cane (2004), tutti editi da Guanda.

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