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Editoriale Quello Zelig di Mirabello che scalda i cuori del centrosinistra |
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Francesco Lener |
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Piace a molti di quelli che si riconoscono nel centrosinistra perché ha sparigliato le carte in una fase politica in cui il berlusconismo sembrava essere diventato una condanna a vita, piace perché parla delle istituzioni e della costituzione con rispetto e doverosa deferenza, piace perché non lancia anatemi razzisti, non fa battutacce inopportune, non evoca pericolosamente antiche nostalgie. A prima vista il Fini di Mirabello è l’avversario dei sogni, quello che all’occorrenza, se butta male, può anche diventare alleato. Basta solo non pensare troppo e non sforzarsi di ricordare. Mica dei tempi di Giorgio Almirante e der Pecora, per carità. Non ricordare, ad esempio, che quel Fini che dal palco dice solennemente “Ho contestato a Berlusconi la sua attitudine a confondere la leadership c... leggi »
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ControRitratto Boselli e la sua Rosa nel Pugno: una spina che può far crescere l’Unione |
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James Flynn |
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Coerenza e responsabilità sono due doti che non tutti i leader politici hanno. A sostenere che in Italia “stiamo rispondendo a una vera e propria ondata integralista mossa dalle gerarchie ecclesiastiche che hanno l'idea di trasformare i propri principi di fede in leggi dello Stato”, non ci poteva che essere un leader profondamente laico e socialista come Enrico Boselli.
Cresciuto nell’epoca di Craxi, Enrico Boselli si è fatto conoscere ai più dopo la slavina del 1993. Il leader socialista è uno che sa adattarsi all’ambiente elettorale. Ne prende il colore e lo stile e soprattutto si adatta alle imprese più difficili dandone ampiamente la prova. I risultati elettorali dello Sdi parlano... leggi »
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